E’ vestito quasi sempre di nero. Ha gli orecchini rosa shocking e dei piercing di vario colore in numero non facile da stabilire. I capelli variano dalle tonalità del blu elettrico, fino al rosa passando per due o tre sfumature di verde. Taglio sempre cortissimo sul quale riesce, non so come, a farsi scrivere ZARRO. Al collo un rosario nero, una catena da pitbull corta e un girocollo rosa. Ai piedi scarpe da ginnastica con stringhe rosa. E’ sbudinato, dice che deve mettersi a dieta, ma non ci crede davvero. Le ragazze sbavano per lui. Ha un non so che di rassicurante e l’aria da simpatica canaglia che piace anche alle mamme. La mentalità è reazionaria, figlia dell’immigrazione riuscita solo a metà. Nella testa luoghi comuni, in particolare sulle donne. Occorre che siano sottomesse, vanno prese a schiaffoni se non capiscono qual è il loro posto, devono fare quello che lui dice, non devono usare gonne troppo corte né camicette troppo scollate, i capelli è meglio che siano lisci. Gli dico che una ragazza riccia lo inquieterebbe, per questo cerca una rassicurante testolina liscia che magari la vede un po’ come lui. Mi dice: “Profe, mi sa che cià ragione”.
Costituisce una specie di modello non dichiarato, i compagni lo prendono in giro, ma lui glissa. E' molto popolare nella scuola. Molti si sentono lusingati ad essere suoi amici.
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27 aprile 2010
CI SI ABITUA A TUTTO
H. ha i capelli ricci, inaspettatamente chiari. Nella scuola hanno pressochè tutte i capelli scuri, lunghi e lisci. L'assistente sociale ci avverte che H. è stata molestata da piccola e che da adolescente ha sviluppato una sessualità bulimica, fatta di eccessi: droghe e alcool, non sempre nell'ordine. A scuola H. è insospettabile, è molto adeguata, si adatta a tutto. C'è qualcosa di magico e di tremendamente tragico in questa quindicenne interrotta, salvata dalla vita da una comunità di suore che arrivano là dove gli adulti hanno sbagliato.
I delitti connessi agli abusi dei bambini sono terribili. Anche solo uno sguardo può rovinare la vita di un piccolo che non sa ancora nulla dell'esistenza, se non quello che sta vivendo. Nessuno dovrebbe guardare un bambino se non con dolcezza e con istinto di protezione. Non ci dovrebbe essere altro.
Invece l'altro c'è e non è mai un gioco. H. si muove, si veste, ride come una qualsiasi ragazza della sua età. Probabilmente è vero che poco a poco, inavvertitamente, ci si abitua a tutto. A volte è la salvezza.
I delitti connessi agli abusi dei bambini sono terribili. Anche solo uno sguardo può rovinare la vita di un piccolo che non sa ancora nulla dell'esistenza, se non quello che sta vivendo. Nessuno dovrebbe guardare un bambino se non con dolcezza e con istinto di protezione. Non ci dovrebbe essere altro.
Invece l'altro c'è e non è mai un gioco. H. si muove, si veste, ride come una qualsiasi ragazza della sua età. Probabilmente è vero che poco a poco, inavvertitamente, ci si abitua a tutto. A volte è la salvezza.
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26 aprile 2010
TRA LA PIOGGIA E IL SOLE
La settimana scorsa sono andato al compleanno di un amico. Ha fatto la festa presso una comunità di recupero per tossici. Mai posto fu più azzeccato. Tutti si sono divertiti. I bambini, su un improbabile prato all’inglese, si sono rincorsi fino a sfinirsi. Un cane del luogo ha sbranato tre palloni per gioco. Le donne sciamavano come api sui fiori, nei loro vestiti da pomeriggio, mostrando una falsa noncuranza. Il buffet era ben assortito e le chiacchiere si incrociavano senza sosta. Le feste mi frastornano. La gente guarda ma in realtà non vede niente. Mi estraneo dai gruppi che si vanno formando e faccio una passeggiata per la tenuta che si trova in una zona di campagna, non lontano dalla città.
Il paesaggio che si osserva intorno porta serenità e quiete. C’è anche una bella sensazione di sicurezza che emana da questo luogo particolare. Le ampie vetrate degli ambienti fanno filtrare una bella luce solare e calda. In fondo tutti cerchiamo un luogo sicuro, che ci dia riparo nelle difficoltà della vita. Cerchiamo tutti una sicurezza che non sappiamo darci da soli. Siamo come panni stesi tra la pioggia e il sole, non siamo mai né completamente asciutti né fradici. Camminiamo sotto una perenne pioggerellina primaverile, che ci bagna ma non ci inzuppa quasi mai.
Il paesaggio che si osserva intorno porta serenità e quiete. C’è anche una bella sensazione di sicurezza che emana da questo luogo particolare. Le ampie vetrate degli ambienti fanno filtrare una bella luce solare e calda. In fondo tutti cerchiamo un luogo sicuro, che ci dia riparo nelle difficoltà della vita. Cerchiamo tutti una sicurezza che non sappiamo darci da soli. Siamo come panni stesi tra la pioggia e il sole, non siamo mai né completamente asciutti né fradici. Camminiamo sotto una perenne pioggerellina primaverile, che ci bagna ma non ci inzuppa quasi mai.
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20 aprile 2010
LE VEDI PASSARE
F. fa il giro delle aule, annunciando che non verrà più a scuola. Tento debolmente di dissuaderla. In realtà, se non viene più fa un regalo a tutti i colleghi e forse anche a me. Però dispiace vedere ragazze, non stupide, sbandate, senza una modalità relazionale praticabile, senza un riferimento. E tu sei impotente. Le vedi passare, chi un mese, chi tre o quattro, chi addirittura arriva fino quasi alla fine dell'anno. Per annunciare che lasciano, mollano, non ci stanno dentro. Tu sospiri e segni un pezzo di fallimento che è tuo, ma anche di chi ha collaborato a far diventare una quindicenne un avanzo di galera, prima ancora di vedere la galera vera. In questa cosa, a costo di sembrare retorici, ci stanno un po' tutti. Ci stanno le famiglie, spezzate, senza un lavoro decente, senza un orizzonte da guardare, senza quella cultura necessaria al vivere con meno scossoni possibili. Ci stanno gli insegnanti ipocriti delle medie inferiori che mandano avanti, senza filtro, senza insegnare, buttando fuori dalle aule chi non segue e regalando licenze inesistenti. Ci stanno i centri di aggregazione giovanile che non esistono, i quartieri periferici abbandonati da qualunque presidio sociale. E certo ci sta la tv, con i suoi grandi fratelli, gli amici di plastica, i soldi facili, il fitness e la bellezza dei corpi a tutti i costi. Ci sta un'immagine sociale della donna italiana tornata indietro di 20 anni. Oggi una ragazza, percepisce che se riuscirà nella vita, lo dovrà innanzitutto a una grande botta di culo, e poi al proprio culo e alle tette che possiede. Trucco e parrucco, ca va sans dire.
Triste, ma così.
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15 aprile 2010
SFIDE E BUGIE
"Non mi tocchi, ha capito NON MI DEVE TOCCARE!!!!" F. mi abbaia in faccia. E' a circa 20 centimetri dal mio naso. L'ho afferrata prima che cadesse da una sedia, rischiando di rompersi l'osso del collo. La tentazione è di lasciare che si facciano pure male. Tu eri lì, non sei riuscito a intervenire in tempo. E' stato un attimo e l'allievo già sanguinava. Ma l'istinto di buon padre di famiglia ha sempre il sopravvento e se assisto a giochi pericolosi intervengo, pur sapendo il rischio che corro.
Ormai gli allievi sanno come metterti nei guai, anzi provano un piacere sottile nel vederti in difficoltà e ti mettono costantemente alla prova. Vediamo chi sbrocca prima, tu o loro. E' una sfida continua, un gioco al massacro. L'agnello sacrificale sei tu. E loro se ne fottono. Via uno avanti un altro. La collega ha assistito impotente in classe a una ragazza che si voleva fare il peircing all'ombelico in diretta, nonostante le compagne le urlassero di non farlo. Interviene T. "Non farlo, mia cugina quando l'ha fatto è svenuta e stava sdraiata...se succede a te?"
M. "Meglio se svengo, così laprof va nei casini".
Dico sempre che insegnare è fantastico. Mento sapendo di mentire.
Ormai gli allievi sanno come metterti nei guai, anzi provano un piacere sottile nel vederti in difficoltà e ti mettono costantemente alla prova. Vediamo chi sbrocca prima, tu o loro. E' una sfida continua, un gioco al massacro. L'agnello sacrificale sei tu. E loro se ne fottono. Via uno avanti un altro. La collega ha assistito impotente in classe a una ragazza che si voleva fare il peircing all'ombelico in diretta, nonostante le compagne le urlassero di non farlo. Interviene T. "Non farlo, mia cugina quando l'ha fatto è svenuta e stava sdraiata...se succede a te?"
M. "Meglio se svengo, così laprof va nei casini".
Dico sempre che insegnare è fantastico. Mento sapendo di mentire.
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PROVE DI SCRUTINIO
Una settimana fa consiglio di classe. E' già tardi, non c'è molto tempo. Abbiamo ricevuto alcuni genitori, che vengono essenzialmente per dire che loro figlio non è capito da nessuno. E' sempre stato un ragazzo particolare. Va saputo prendere. A dire che nessuno dei colleghi e neppure io sappiamo fare il nostro lavoro. Azzardo una risposrta. La madre ringhia. Lascio perdere. Lascio parlare i colleghi.
Il direttore guarda nervosamente l’orologio, mette sul tavolo un esiguo plico di fogli. Sono le fotocopie degli elenchi dei nomi sui registri di classe. Partiamo dalle prime. Il direttore è draconiano: “Tutte quelle che ruttano, fuori”. E incomincia a spuntare i nomi. B., F, R., S, A., N., T., U., C., …alla fine sono 12. Faccio notare che se ferma N. deve bocciare tutta la classe, dato che la ragazza è senz’altro campionessa di rutto libero, ma è anche la migliore per la parte didattica. La salvo in corner. 11.
Sono le 17.40. Andiamo via.
Il direttore guarda nervosamente l’orologio, mette sul tavolo un esiguo plico di fogli. Sono le fotocopie degli elenchi dei nomi sui registri di classe. Partiamo dalle prime. Il direttore è draconiano: “Tutte quelle che ruttano, fuori”. E incomincia a spuntare i nomi. B., F, R., S, A., N., T., U., C., …alla fine sono 12. Faccio notare che se ferma N. deve bocciare tutta la classe, dato che la ragazza è senz’altro campionessa di rutto libero, ma è anche la migliore per la parte didattica. La salvo in corner. 11.
Sono le 17.40. Andiamo via.
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12 aprile 2010
IL TEMPO
Parlo della temporalità, di quanto sia importante situarci nel tempo, tra un ieri che non c’è più e un domani che deve ancora arrivare. Vediamo la linea del tempo. Distribuisco fotocopie. Almeno la preistoria, la comparsa dell’uomo, i dinosauri, le grandi civiltà del passato: gli Egizi, i Maya, i Cinesi, il Giappone, gli Etruschi, i Fenici, i Romani, i Greci.
Prima e dopo Cristo, per l’Europa resta un pilastro fondamentale. Il Sacro Romano Impero con Carlo Magno, il Medioevo, Napoleone, la Rivoluzione francese, le due guerre mondiali.
B. commenta: “Ma che ci importa del passato? Il passato è andato non conta, conta solo il futuro”.
Io: “Dillo a tuo nonno, sarà contento”. Farfuglia qualcosa tipo “FFanculo”. Faccio finta di non sentire.
Passo oltre e parlo di nuovo vagamente di Virgilio.
Prima e dopo Cristo, per l’Europa resta un pilastro fondamentale. Il Sacro Romano Impero con Carlo Magno, il Medioevo, Napoleone, la Rivoluzione francese, le due guerre mondiali.
B. commenta: “Ma che ci importa del passato? Il passato è andato non conta, conta solo il futuro”.
Io: “Dillo a tuo nonno, sarà contento”. Farfuglia qualcosa tipo “FFanculo”. Faccio finta di non sentire.
Passo oltre e parlo di nuovo vagamente di Virgilio.
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20 marzo 2010
LO SBARCO
Ci siamo. Primo giorno di cattedra in una scuola professionale. La Gelmini non sa nemmeno che esistono queste scuole. Praticamente il gradino prima degli istituti di correzione o di pena. In pratica, prima della galera arriviamo noi. Tre anni dopo le medie per imparare una specie di mestiere e poi via al lavoro per i più fortunati. Gli altri non si sa. La scuola sembra bella, linda, pulita, quasi nuova. Dentro l'inferno. Pressochè tutte femmine, dai 14 ai 20 anni, pluribocciate dalle scuole ministeriali e approdate qui. Un inferno senza ritorno nella periferia di una qualunque metropoli. Per loro e per chi ci insegna.
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