Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post

16 agosto 2010

VICTOR HUGO

THE STORY FROM MOSTKI - Marian Nowinski

Dio è il braccio, il caso è la fionda, l'uomo è il sasso.
Provate a resistere, una volta lanciati. - Victor Hugo


La mattina regala un cielo impressionista mozzafiato. Dopo il temporale della sera che ha bruciato anche qui i resti dell'estate. Non desidero nulla, se non continuare a stare e fare quello che faccio. Sostare con il mio amico in casa sua. Chiacchiere a caso, perlopiù silenzi, i miei, e lo sfogliare leggero di libri geniali e illuminanti. Ho tra le mani, dietro indicazione preziosa, dedicato al mio amico con una scrittura svelta e decisa, la presentazione di Marian Nowinski (Polonia, 1944). Il mio ospite mi racconta come all'inizio di carriera l'abbia aiutato. Gli regalò carta da disegno e colori. Scappava da un paese distrutto dalla guerra. Non aveva nulla. L'uomo si mise a piangere davanti a quel regalo per lui sontuoso. Preziosi e insperati oggetti che danno forma a una vita d'artista. Alle pareti campeggiano parecchie sue opere, doni nel tempo di chi non dimentica. In evidenza, visi familiari di due bambine, ritratte sia a figura intera che solo i volti. Oggi i quadri di Nowinski hanno acquistato un valore stratosferico. E' direttore dell'Accademia d'arte di Varsavia.

12 luglio 2010

SCACCHI

Nel 1952, durante un discorso all'Associazione scacchistica dello Stato di New York, il pittore Duchamp afferma: “…obiettivamente una partita a scacchi somiglia molto a un disegno a penna, con la differenza che il giocatore di scacchi dipinge con le forme bianche e nere già pronte, invece di inventare le forme come un artista. Il disegno che si ottiene in questo modo sulla scacchiera non ha, apparentemente, un valore visuale estetico, ed è piuttosto simile a uno spartito musicale che si può suonare più volte. Negli scacchi la bellezza non sembra un'esperienza visiva come nella pittura. La bellezza degli scacchi è più vicina a quella della poesia. I pezzi sono l'alfabeto stampato che dà una forma ai pensieri, e questi pensieri, pur formando un disegno visivo sulla scacchiera, esprimono una loro bellezza "astrattamente" come una poesia. Io credo veramente che ogni giocatore di scacchi provi due piaceri estetici insieme, prima quello dell'immagine astratta simile all'idea poetica di scrivere, poi il piacere sensuale dell'esecuzione ideografica dell'immagine sulla scacchiera. Sono stato in stretto contatto con artisti e con giocatori di scacchi e sono arrivato alla conclusione personale che mentre tutti gli artisti non sono giocatori, tutti i giocatori di scacchi sono artisti”.