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11 agosto 2010

FINE DI STAGIONE

Temporale maestoso e fulgente. Spazza via brandelli di estate che aleggiano ancora sulla città sfinita. Bellissimo. Già all'alba nembi plumbei di nerofumo si addensano all'orizzonte. Montano come panna grigia a riempire il cielo. Nelle prime ore della mattinata il finimondo. Acqua a rovesci imprecisi e consistenti per almeno due ore. Piove ovunque in modo selvaggio e incostante. Un vento gagliardo e scomposto fa da complice al muro d'acqua che scende senza tregua. Odore di terra riarsa che accoglie acqua. Sembra di stare in campagna tra filari immaginati di viti. Si rovesciano le persiane sventatamente lasciate aperte. Le pensiline dei negozi aleggiano e si gonfiano come lanterne al vento. I radi passanti si raggruppano sotto tettoie improvvisate. Qualcuno è già fradicio. La temperatura va giù di botto di 10 gradi e più. L'aria è fresca e si capisce che il caldo torrido dell'estate è già ricordo. Se il calore di fine estate tornerà, non sarà più la stessa cosa. Aspetto già cieli azzurri di settembre. E' l'unico momento in cui la città concede cieli colorati. Se capita di toccare l'acqua di una pozzanghera risulta tiepida. A proiettare quello che d'intorno crea il paesaggio urbanizzato. Case, tetti, macchine in sosta. Tutto è più pulito e terso. Se si intravvedono da lontano alberi, se ne possono contare le foglie. L'aria è respirabile e fresca. Vado a casa a tirare fuori abiti autunnali.

12 aprile 2010

IL TEMPO

Parlo della temporalità, di quanto sia importante situarci nel tempo, tra un ieri che non c’è più e un domani che deve ancora arrivare. Vediamo la linea del tempo. Distribuisco fotocopie. Almeno la preistoria, la comparsa dell’uomo, i dinosauri, le grandi civiltà del passato: gli Egizi, i Maya, i Cinesi, il Giappone, gli Etruschi, i Fenici, i Romani, i Greci.
Prima e dopo Cristo, per l’Europa resta un pilastro fondamentale. Il Sacro Romano Impero con Carlo Magno, il Medioevo, Napoleone, la Rivoluzione francese, le due guerre mondiali.
B. commenta: “Ma che ci importa del passato? Il passato è andato non conta, conta solo il futuro”.
Io: “Dillo a tuo nonno, sarà contento”. Farfuglia qualcosa tipo “FFanculo”. Faccio finta di non sentire.
Passo oltre e parlo di nuovo vagamente di Virgilio.