E' un po' che manco. Impegni familiari mi hanno tenuto altrove. Spero di sdoganarmi nell'arco di un anno e mezzo ancora. Ho poco tempo e poche energie residue, ma è bene per me tornare. Ho cambiato scuola, altra parte della città, meno risse, più fumo che gira tra ragazzi ignari di se stessi e di cosa si muove intorno. Insegno ancora italiano, per quel che significa.
Chiedo scusa ai lettori per non esserci stato in questo periodo, ma è stato meglio così. Riprendo a scrivere dopo molto tempo, probabilmente non sarò molto brillante, spero di non annoiare troppo. Ho amici che premono per leggere, non mi va più di fronteggiarli, mi costa meno ricominciare a scrivere, anche se non so quanto intensamente. C'è di buono che nessuno ha obbighi. Nè io di scrivere, nè altri di leggere. Libertà per tutti. Condizione ideale di relazione perfetta. Sempre che una relazione perfetta possa esistere. Se la potessi disegnare la vorrei così: serenità, calma, lentezza, libertà, tenerezza e calore. Si vuole sempre troppo.
*Il sonno del poeta Irene Salvatori - pittura contemporanea. Mi pare bello, anche se non solo non sono poeta, ma nemmeno mi piace tanto la poesia. http://www.irenesalvatori.com/
Sono calmo e piuttosto lento, i ragazzi si infastidiscono. Loro corrono, sono sempre accesi e vorrebbero che anche tu andassi a fuoco con loro. Io non li seguo, ma fingo a volte un'energia che mima pateticamente la loro, vera e inossidabile.
Ragiono sull'onestà e la trasparenza dei comportamenti, vi dirò in altro post, ora sono stanco.
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28 gennaio 2012
1 luglio 2010
PERDERSI
E' estate. La città è un cantiere a cielo aperto. Una viabilità vietata mi obbliga a cambiare le solite strade percorse. Mi perdo, nella ricerca sicura di strade alternative che non trovo. E' una strana sensazione. Non conosco la città e le vie inusuali mi appaiono strade di luoghi stranieri. Mi sento un turista per caso. Vado in direzioni che mi sembra di riconoscere, ma continuo a perdermi. In più, questo inedito itinerario mi ha costretto a un viaggio allargato oltremisura. Alla fine sto in macchina quasi tre ore. Già vengo da fuori. 
Sto in un labirinto e la sensazione non dispiace. Il tempo si dilata in una dimensione poco usata e le case rinviano paesaggi ignoti. Le persone bighellonano con i loro cani in quartieri residenziali di poco prezzo. Anche gli animali non sembrano di razza. Edifici senza balconi, con finestre anguste, rinviano alle periferie di certe capitali mittleuropee. Proseguo il mio andare e alla fine ritrovo ambienti noti. Nel frattempo, anche il pensiero è volato in meandri in ombra. Da tempo non pensavo a piccoli dettagli del passato. Nella luce eccessiva di una mattina ormai inoltrata, appaiono invece nitidi come finestre spalancate. Peccato. Mi ci stavo facendo la bocca (detto toscano ad indicare prenderci gusto). Ora la scuola è vicina.
*Labirinto - Maurits Cornelis Escher (Leeuwarden, 17 giugno 1898 – Laren, 27 marzo 1972)

Sto in un labirinto e la sensazione non dispiace. Il tempo si dilata in una dimensione poco usata e le case rinviano paesaggi ignoti. Le persone bighellonano con i loro cani in quartieri residenziali di poco prezzo. Anche gli animali non sembrano di razza. Edifici senza balconi, con finestre anguste, rinviano alle periferie di certe capitali mittleuropee. Proseguo il mio andare e alla fine ritrovo ambienti noti. Nel frattempo, anche il pensiero è volato in meandri in ombra. Da tempo non pensavo a piccoli dettagli del passato. Nella luce eccessiva di una mattina ormai inoltrata, appaiono invece nitidi come finestre spalancate. Peccato. Mi ci stavo facendo la bocca (detto toscano ad indicare prenderci gusto). Ora la scuola è vicina.
*Labirinto - Maurits Cornelis Escher (Leeuwarden, 17 giugno 1898 – Laren, 27 marzo 1972)
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