Eccoci alla fine di quest'anno scolastico. Fatti gli scrutini, finiti gli esami. Tutti fuori. Molti al lavoro, qualcuno in vacanza. Altri rimangono in città, smuflonati fino a ore improbabili del mattino. Attendono la sera, come gechi sui muri della metropoli che li aspetta a braccia aperte. Torneranno ai letti loro o di altri in ore assurde, per ricominciare il giorno dopo. Fatti di alcol o di droghe diverse, storditi e invecchiati anzitempo. Caldo che non aiuta, amori estivi che sbocciano nello spazio di un'estate. Esauriti già con l'autunno, alcuni disperati altri voltano immediatamente pagina e ricominciano con qualcun'altro. Indiffererente chi, li muove solo la ricerca di un attimo di calore, anche fugace e inconsistente come una nuvola di passaggio. Non importa. Alcuni covano amori senza speranza, gli ultimi dei romantici. Spiace. Il fatto è che non gli piaci abbastanza. Ma nessuno lo dice.
Krzysztof Iwin - Credo sia un artista polacco nato nel 1974. Ho scarse notizie. Il quadro è intitolato NOIA.
*smuflonati - evidente neologismo sta ad indicare lo svacco totale a cui si abbandonano i giovani in momenti di noia. Si rimpinzano di junk food fino a scoppiare, guardano senza sosta la tv, dormono, fumano, bevono, ridormono...
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26 giugno 2012
8 luglio 2010
GOLDEN YOUTH
Hanno tutto. Soldi, gioventù sfavillante, bellezza di corpi curati e coccolati, abiti alla moda e costosi, scarpe da ginnastica lussuose. Eppure sono infelici. Assumono una controllata aria malinconica, come da chi ha perso il gatto. Imbronciati, sguardi sfuggenti, quel tanto che basta a farsi giudicare comunque persone interessanti. A volte studiano all'università, con variabili risultati. Molti posteggiano in ambulacri accademici per anni. Così. Per un senso indefinito di diritto ad essere in quel posto, pur non facendo nulla di concreto per il proprio futuro. Sono belli da far male. Sono molto sensibili e disarmati. E ignorano. Non sanno nulla del mondo che li circonda. Delle povertà esistenziali e reali di tanti loro coetanei. Persi in labirindi di disperazione personale e ineffabile, discettano su problematiche psicologiche in cui si sentono invischiati. A detta loro, senza possibilità di scelta.
Si immaginano e a volte agiscono un codice di comportamento fatto di footing serale, pasti preparati da madri imperfette ma devote, nonni asfissianti ma presenti, case grandi e accoglienti ma mai bastanti. Vorrebbero più soldi, non si accorgono che ne hanno sin troppi. Ritengono che il denaro risolva i loro problemi immaginati, così per movimentare la situazione. Sono assediati dalla noia e fantasticano su un futuro fatto di famiglie modello che non esistono. E di cui ritengono di essere stati privati fin dall'infanzia. Vivono con un dolore smisurato. Non sorridono se non con forte vena malinconica, gli occhi sono spesso inaspettatamente profondi. Il corpo negli spazi si muove incerto, quasi in punta di piedi. La camminata non è salda e spesso fumano sigarette forti e costose.
Basterebbe che il Codice secondo cui si impegnano così ostinatamente a vivere, non fosse percepito come un testo sacro, assoluto. Basterebbe che fosse inteso e interpretato in modo più morbido e vicino alla vita che accade davvero. E non come l'inevitabile segno del destino. Basterebbe che fosse inteso come fosse una traccia. Se così facessero, si accorgerebbero d'incanto che la vita è altrove.
* F**k the Golden Youth - Se il nome che appare sul tamburo della batteria è il nome del gruppo non so. I Sonic Youth invece sono un gruppo alternative/noise rock statunitense, formatosi nel 1981. Ha all'attivo oltre 20 album. I componenti del gruppo sono Kim Gordon, Lee Ranaldo, Thurston Moore e Steve Shelley. Non necessariamente in quest'ordine.

Si immaginano e a volte agiscono un codice di comportamento fatto di footing serale, pasti preparati da madri imperfette ma devote, nonni asfissianti ma presenti, case grandi e accoglienti ma mai bastanti. Vorrebbero più soldi, non si accorgono che ne hanno sin troppi. Ritengono che il denaro risolva i loro problemi immaginati, così per movimentare la situazione. Sono assediati dalla noia e fantasticano su un futuro fatto di famiglie modello che non esistono. E di cui ritengono di essere stati privati fin dall'infanzia. Vivono con un dolore smisurato. Non sorridono se non con forte vena malinconica, gli occhi sono spesso inaspettatamente profondi. Il corpo negli spazi si muove incerto, quasi in punta di piedi. La camminata non è salda e spesso fumano sigarette forti e costose.
Basterebbe che il Codice secondo cui si impegnano così ostinatamente a vivere, non fosse percepito come un testo sacro, assoluto. Basterebbe che fosse inteso e interpretato in modo più morbido e vicino alla vita che accade davvero. E non come l'inevitabile segno del destino. Basterebbe che fosse inteso come fosse una traccia. Se così facessero, si accorgerebbero d'incanto che la vita è altrove.
* F**k the Golden Youth - Se il nome che appare sul tamburo della batteria è il nome del gruppo non so. I Sonic Youth invece sono un gruppo alternative/noise rock statunitense, formatosi nel 1981. Ha all'attivo oltre 20 album. I componenti del gruppo sono Kim Gordon, Lee Ranaldo, Thurston Moore e Steve Shelley. Non necessariamente in quest'ordine.
13 aprile 2010
FINGERE
Parlo poco, ascolto ancora meno. Soprattutto in classe, quando quello che i ragazzi dicono l’ho già sentito mille volte da mille ragazzi diversi. Sono stanco, sempre più spesso faccio fatica. Mi stanca alzarmi la mattina, per essere in classe alle 8.00 in punto. Mi stanca il vocio degli alunni, dalla mattina alle 14, senza soluzione di continuità. Mi stancano i colleghi, anche loro stanchi. Mi stancano i discorsi, sempre gli stessi, sugli allievi, che presentano sempre gli stessi problemi.
Però ho imparato a fare finta, così per sopravvivere. Faccio finta di ascoltare e faccio finta di essere pimpante e pieno di energie per dare entusiasmo ai ragazzi che sono sempre apatici. Faccio finta di ascoltare i colleghi e fornisco risposte vaghe, buone per tutte le stagioni. Loro sembrano soddisfatti. Faccio finta di occuparmi degli allievi, che invece cerco di dimenticare in fretta per non portarmi a casa i loro problemi e le loro preoccupazioni.Insomma vivo. D’altronde, avvertiva Moravia, quando non si è sinceri bisogna fingere, a forza di fingere si finisce per credere; questo è il principio di ogni fede.
Però ho imparato a fare finta, così per sopravvivere. Faccio finta di ascoltare e faccio finta di essere pimpante e pieno di energie per dare entusiasmo ai ragazzi che sono sempre apatici. Faccio finta di ascoltare i colleghi e fornisco risposte vaghe, buone per tutte le stagioni. Loro sembrano soddisfatti. Faccio finta di occuparmi degli allievi, che invece cerco di dimenticare in fretta per non portarmi a casa i loro problemi e le loro preoccupazioni.Insomma vivo. D’altronde, avvertiva Moravia, quando non si è sinceri bisogna fingere, a forza di fingere si finisce per credere; questo è il principio di ogni fede.
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